mercoledì 25 aprile 2012

Vive la France


Dopo i risultati della prima tornata delle elezioni presidenziali francesi sono essenzialmente 3 gli elementi di novità che si presentano per il 6 maggio: il peso dell'estrema destra di Marine Le Pen, il (per adesso solo parziale) fallimento del presidente uscente Nicolas Sakozy e la discreta rinascita della gauche grazie all'uomo "normale" Francois Hollande.

  1. Il dato di maggiore importanza è sicuramente l'exploit della "Zarina dell'ultradestra" Marine Le Pen, che con il 19,7 ha numericamente superato l'autentico trionfo del padre, Jean-Marie che nel 2002 raccolse il 17% scavalcando il premier socialista Lionel Jospin andando al ballottaggio con Jacques Chirac. Con un programma politico basato sull'euroscetticismo, sul blocco totale dell'immigrazione e sulla "guerra" alla criminalità e all'islamizzazione, il Fronte nazionale si propone sulla scena politica nazionale come un partito forte, con un suo elettorato diverso da quello della destra repubblicana di Sarkozy, il quale, proprio mentre Angela Merkel faceva sapere di essere “seriamente preoccupata” per l'antieuropeismo del FN, ha espresso la necessità di “rispettare” gli elettori “neri” della destra lepenista.

  1. Il risultato di Marine Le Pen dimostra il totale fallimento della strategia di Nicolas Sarkozy, il quale ha condotto una campagna apertamente a caccia dei voti dell’estrema destra.
    Molti elettori della destra dura, che avrebbero votato per Sarkozy per votare utile e fare da sbarramento a François Hollande, hanno deciso alla fine di votare per Le Pen.
    Anche se Hollande non può dormire sugli allori di una elezione in cassaforte, per il presidente uscente si prospettano giorni difficili. L'eccessivo corteggiamente della zarina potrebbe togliergli i voti dei centristi di Francois Bayrou (al 9,7%) mentre troppa prudenza segnerebbe la vittoria dei socialisti.
    Cosa sceglierà di fare?


  2. Ma al di là delle varie considerazioni politiche, il nuovo presidente della Francia sembra possa essere il candidato del Ps: Francois Hollande.
    Chi è Francois Hollande, colui che ama definirsi "Monsieur Normal" ?
    58 anni di Rouen, segretario del partito socialista dal 1997 al 2008, studi alla prestigiosa École nationale d'administration, scuola della classe dirigente francese, è stato finora l'opposto di Sarkozy.
    Contenuto nelle spese (alla faccia dei regali di 55mila euro di Carlà a "Monsieur le president"), dall'aspetto mite, dai modi rassicuranti e dai toni moderati, non è di certo dotato di quel trascinante carisma dell'avversario ma forse anche grazie a queste peculiarità si è conquistato una notevole fetta dell'elettorato francese, ingrandito dalle intenzioni di voto del neogiacobino Jean-Luc Mélenchon (all'11,7%) e della candidata dei verdi Eva Joly (2,2%).
    Il programma (che a me personalmente piace molto) punta ad un ritorno “à l’equilibre de finances publiques” ma senza nessuna frenesia teutonicheggiante, l'assunzione 60.000 insegnanti nelle scuole e 5.000 addetti a polizia e ordine pubblico e la creazione di 650.000 posti aggiuntivi di lavoro per i giovani grazie agli investimenti nella ricerca; il tutto finanziato da un aumento della pressione sulle grandi imprese e le banche, della aliquota dell’imposta sul reddito da 40% a 45%, da una maggior incidenza dell’imposta sui grandi patrimoni e dalla scomparsa delle detassazioni del lavoro straordinario.
    Ma la notizia positiva per tutti, come ricorda Ruggero Palladini, è che la vittoria di Hollande può essere un importante passo verso una svolta della politica economica dell’Europa.

1 commento:

  1. Sono d'accordo con le considerazioni riguardo ad Hollande e penso che Sarkozy, avendo dichiarato ripetutamente la chiusura a Le Pen, non riuscirà ad ottenere il supporto necessario, anche contando sui centristi di Francois Bayrou. La maggior parte dei voti dei moderati in queste elezioni è andata a Francois Hollande grazie al suo comportamento da "Monsieur Normal".

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