domenica 1 aprile 2012

La vittoria della libertà


"E' finito un lungo incubo. Ora inizia un lungo cammino".
Così ha commentato Aung San Suu Kyi, la leader della Lega nazionale per la democrazia e premio Nobel per la pace 1991, la sua elezione come membro del parlamento Birmano.
Dopo aver passato in passato quindici degli ultimi vent’anni agli arresti domiciliari nella sua casa in University Avenue sul lago Inya, al di là della cancellata e del filo spinato che la separavano dal suo popolo, la Lady, così come viene chiamata dai suoi sostenitori, avrà finalmente modo di far sentire la sua potente e influente voce all'interno di arretrato e debole un paese di più di 50 milioni di abitanti governato de facto dalla dittatura militare Than Shwe.
Come chiaramente espresso dalla stessa figlia dell'ex primo ministro ed eroe nazionale Aung San subito dopo la sua liberazione avvenuta due anni fa, è necessario "lavorare tutti insieme di comune accordo" superando le divisioni nell'opposizione, perché "solo così potremo raggiungere il nostro obiettivo".
La svolta riformista e democratica del Myanmar richiederà certamente tempo, sforzi, e fatica ma ora è finalmente possibile.
Nel frattempo auguro virtualmente alla neo-deputata un futuro di vittorie, per lei e per tutto il suo popolo.

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